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[RECENSIONE] Al progredire della notte (Davide Montecchi)

Claudia è bloccata. Immobilizzata principalmente a causa delle sue paure alimentate dal rapporto con la madre oltremodo apprensiva. Non è libera e il suo compagno Ludovico forse è la voce che le serve per sbloccare queste sue insicurezze.

E poi un giorno arriva nella sua vita Letizia, affittuaria di una casa dove lei si reca, in un posto sperduto nel nulla e nella nebbia, per partecipare ad un corso di sopravvivenza lì vicino. La donna la introduce alla metafonia, disciplina esoterica che permette di parlare con i morti attraverso le onde radio.

Un film sul riscatto.

Voci che continuano a dirle di restare ferma dov’è, oppure la spronano a migliorarsi per realizzare i suoi desideri. Lei nel mezzo che non riesce a scegliere, perduta tra sensi di colpa e paura di buttarsi, di recidere il cordone ombelicale. Fino a queste nuove voci ultraterrene che un po’ la affascinano e un po’ la spaventano catapultandola, suo malgrado, nell’avventura che la porterà verso l’emancipazione.

Una liberazione che richiede coraggio, un doppio coraggio per Claudia. È questa la vera sfida che le si pone davanti. Perché le sue fragilità e insicurezze già la spaventavano sufficientemente già prima che entrasse in quella casa isolata dove vive Letizia. Ma è solo toccando il fondo, come si dice in certi casi, che possiamo davvero risalire verso la superfice. E l’occasione gliela fornisce proprio la metafonia, altre voci ancora, ancora più spiazzanti, che però accendono in Claudia un richiamo all’avventura che qui più che altrove sa di riscatto.

Al progredire della notte è un horror sul superamento delle paure che il regista Davide Montecchi racconta con uno stile molto ricercato, originale e citazionista allo stesso tempo. Oltre la bella forma c’è però la base di sostanza della sua sceneggiatura con i suoi elementi depistanti e ambigui, che tra caso e destino prendono sempre più connotati spaventosi.

Le due interpreti.

La tensione cresce gradualmente anche grazie alla sorprendente interpretazione di Lucia Vasini con i suoi sguardi e sorrisi sempre più inquietanti. Per lei un ruolo decisamente lontano dai suoi surreali personaggi comici portati a teatro. E poi c’è la vittima sacrificale Claudia interpretata da Lilly Englert, giovane attrice nata a Londra ma vissuta a Parma nei primi anni di vita, che prima di approdare al cinema (Matrimonio con Ex, Piccole donne) si era fatta notare a teatro in alcune produzioni Off-Broadway. Anche lei è azzeccata nel ruolo di ragazza fragile riluttante all’idea di mettersi in gioco.

Dopo l’esordio con In a Lonely Place (vincitore del primo Abruzzo Horror Festival) Davide Montecchi si conferma con Al progredire della notte un autore assolutamente da tenere d’occhio.

Il film è in programmazione ancora per qualche giorno a Bologna (Nuovo Nosadella), Roma (Multisala Lux) e Milano (Notorious Cinema di Merlata Bloom Milano).


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